Gianfranco Buttarelli, Francesco Giacobone, Carmen Giannino, Simone Ombuen,
Antonio Petti, Chiara Ravagnan
L’urbanistica nei medi e piccoli comuni laziali tra fragilità ambientale e risorse storico-culturali
I quattro seminari, che coinvolgono i territori di Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone, perseguono l’obiettivo di affrontare la molteplicità delle questioni legate al territorio laziale. Emerge una domanda di pianificazione, anche alla luce delle fragilità che lo caratterizzano, come quelle legate alle aree sismiche e alle aree costiere, e connesse alle specificità sociali ed economiche dei medi e piccoli comuni. Tutto ciò avviene in una prospettiva di utile e necessaria cooperazione intercomunale.
Con lo scopo di indagare le progettualità in corso, alla luce dei temi-guida individuati dalla sezione Inu in Lazio (spazi pubblici, centralità e prossimità, infrastrutture verdi e blu, mobilità sostenibile, produzione e transizione ecologica), i seminari sono stati pensati come momenti di confronto.
Lo scopo è evidenziare le criticità e le opportunità per lo sviluppo territoriale, dagli strumenti comunali a quelli di area vasta, come i contratti di paesaggio, per contribuire al dibattito verso la Rur. I paragrafi che seguono illustrano una breve sintesi delle tappe di questo percorso di riflessione, esplicitando gli obiettivi dei seminari in relazione alle questioni emergenti nel territorio di riferimento. Vengono indicati anche gli attori coinvolti e il loro ruolo sul territorio, e i risultati attesi in vista della Rur.

Percorsi di resilienza per Rieti. Piani e progetti per la rigenerazione urbana, la ricostruzione e la valorizzazione del territorio storico
Il seminario organizzato nella Provincia di Rieti, coordinato dall’Inu Lazio (Chiara Amato, Carmen Giannino, Simone Ombuen e Chiara Ravagnan) in collaborazione con l’Ordine degli Appc di Rieti (presidente Fabrizio Miluzzo) e con l’Ordine degli Ingegneri di Rieti, si intitola “Percorsi di resilienza per Rieti. Piani e progetti per la rigenerazione urbana, la ricostruzione e la valorizzazione del territorio storico”.
Si svolgerà nella prima metà di febbraio 2025 presso la fondazione Varrone, con il patrocinio del Comune di Rieti (e la partecipazione dell’assessorato all’Urbanistica). Il seminario intende mettere in evidenza i progetti di riqualificazione e di ricostruzione in corso nel territorio provinciale, evidenziando le risorse e le fragilità caratteristiche del territorio reatino.
Verranno trattati alcuni elementi strutturanti per la valorizzazione dell’identità e la resilienza del territorio, dai fiumi Velino e Farfa alle mura di Rieti, aprendo anche un dibattito sui progetti infrastrutturali di rilevanza sovracomunale. Si evidenzierà il ruolo di guida per i processi di rigenerazione urbana e le istanze per la pianificazione dei comuni medi e piccoli.
L’obiettivo è aprire una discussione comune e trasversale ai diversi settori e livelli istituzionali con i protagonisti (rappresentanti politici e tecnici degli enti e delle istituzioni pubbliche, ordini professionali e associazioni, studi di architettura e urbanistica, accademici), per individuare possibili sinergie da mettere in campo verso una comune domanda locale di urbanistica, nel contesto delle opportunità che emergono dal quadro regionale e nazionale.
In particolare, la prima sessione “Fragilità e resilienza. Piani e progetti in corso” ha lo scopo di indagare lo stato dell’arte relativo agli studi e alle sperimentazioni in corso, approfondendo i piani e i progetti sviluppati nei comuni reatini, grazie alle testimonianze e ai contributi dei protagonisti attivi sul territorio, tra i quali l’assessorato al Comune di Rieti, l’ufficio speciale per la ricostruzione, lo studio Vivaldi Tesser (Cotugno e Vivaldi 2024) e la Sapienza Università di Roma (Monardo 2024).
Questa parte intende affrontare:
- le fragilità e le opportunità del territorio oggetto di ricerca;
- i progetti di rigenerazione e valorizzazione del territorio reatino;
- gli interventi in corso per la ricostruzione post-sisma.
La seconda parte del seminario verterà invece su “La domanda di pianificazione urbanistica e le opportunità di finanziamento per la rigenerazione”.
Sono stati invitati a prendere parte alla sessione, oltre all’Inu Lazio, l’assessorato ai Lavori pubblici, alle Politiche di ricostruzione, alla Viabilità e alle infrastrutture della Regione Lazio, e lo Studio Nigro (Nigro 2024; Nigro in corso di pubblicazione), impegnato in numerosi comuni del territorio reatino. Questa parte intende affrontare:
- le linee di intervento per la ricostruzione del territorio reatino;
- le opportunità di sviluppo per i territori più fragili;
- il ruolo della pianificazione nella fase post-sisma.
Il seminario si concluderà con una tavola rotonda coordinata dall’Inu Lazio, finalizzata a far emergere, con le riflessioni degli enti e delle istituzioni, sia le best practices da proporre a livello nazionale, anche in occasione della Rur, sia la domanda ancora latente per un’urbanistica utile e necessaria, a partire dal ruolo del piano urbanistico comunale e delle istanze di pianificazione intercomunale, nei contesti caratterizzati da medi e piccoli comuni e grandi risorse storico-ambientali di scala vasta.
La discussione aperta e intersettoriale, ma focalizzata sul territorio reatino, cercherà di enucleare anche le specifiche esigenze di sperimentazione e formazione nel campo della pianificazione urbanistica e il ruolo che i soggetti presenti, come l’Inu, gli ordini, e i soggetti culturali e tecnici, possono svolgere per facilitare un’innovazione graduale finalizzata a rafforzare una strutturata rigenerazione resiliente del territorio.
Sviluppo culturalmente orientato e sistema produttivo locale. Le possibili risposte di un territorio pianificato
Il seminario del 25 febbraio 2025, coordinato da Francesco Giacobone per Inu Lazio, sarà un’occasione di intenso confronto sulle carenze delle politiche urbane e sui possibili profili di sviluppo dell’area provinciale di Viterbo. L’evento, ospitato dal Presidente della Provincia di Viterbo, vedrà la partecipazione di sindaci, l’Università della Tuscia, la Confesercenti Cat Viterbo, l’Ance provinciale, gli ordini professionali e alcune realtà territoriali.
In particolare, nell’esercizio di principi e strumenti di governo e pianificazione del territorio, la sequenza piano, programma, progetto dovrebbe configurare l’azione pubblica. Se ciò fosse rispettato, nella fase di costruzione, si dovrebbe operare a valle di un’esplicita politica dei territori e delle città, concertata tra i vari organi istituzionali.
Tutto ciò non accade in Italia, in quanto si registrano enormi difficoltà a governare per politiche, per ragioni di ordine istituzionale e di organizzazione degli apparati pubblici, non sempre in grado di promuovere e favorire politiche e piani. Dal secondo dopoguerra in poi, nella pianificazione, il processo politico raramente è stato sviluppato, e, salvo rari casi, lo spessore della politica della città è stato davvero esile.
Le politiche urbane dovrebbero essere politiche centrali condivise per soluzioni locali in relazione a obiettivi, mezzi e strumenti. L’integrazione è un connotato fondamentale di tali politiche, e ne diventa occasione concreta per la rigenerazione urbana. Si configura come contributo a processi di razionalizzazione e densificazione, per utilizzarne anche vantaggi ambientali.
Questo è un obiettivo utile a spiegare la messa a punto di quell’auspicato progetto territoriale e urbano che integri funzioni, declinabilità delle performance, adattività e flessibilità, come requisiti fondamentali per divenire un “collettore multifunzionale” di azioni. Quali mosse e quali leve potrebbero essere declinate? In estrema sintesi: messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente, rigenerazione sociale di parti di città degradate, raggiungimento di una equilibrata densificazione, risparmio energetico e accompagnamento a infrastrutturazioni nel medio e lungo periodo.
C’è l’esigenza di una “leva” in grado di favorire le migliori forme di governance attraverso un partenariato pubblico-privato, in cui sia manifesta la migliore capacità di regia dell’operatore pubblico, soprattutto locale. Senza una politica specifica della città, non c’è progetto singolo che possa farcela da solo a sostenere la funzione della città come leva strategica per la crescita del Paese. Per la costruzione dei piani, occorrerà sempre acquisire e impegnare risorse afferenti ai cicli di programmazione nazionale ed europea, rivolgendo l’attenzione a tutti i territori e città, in particolare a quelle di media e piccola dimensione.
A quali piani dedicare nuova attenzione? Ad esempio ad “agende” rivolte all’intercomunalità e agli snodi territoriali minori. Occorre ribadire che il Piano di sviluppo d’area riconosce nell’armatura territoriale l’occasione per rafforzare l’integrazione tra il sistema delle attività e le misure d’intervento. Pone lo sguardo anche a territori di media/piccola dimensione, in cui si possono configurare infrastrutture ecologiche ed ambientali, infrastrutture per la mobilità, luoghi e oggetti in grado di rappresentare ambiti organizzati, diffusi e aperti.
La pianificazione e gli strumenti attuativi devono favorire la crescita del sistema produttivo locale con misure di sviluppo culturalmente orientato, di creatività e turismo, di attenzione ai cambiamenti climatici con adattamenti e mitigazioni, di risparmio energetico e di valorizzazione delle reti di trasporto. Occorre favorire la pianificazione con una rinnovata governance, in grado di organizzare politiche e misure capaci di coniugare territori e sviluppo socioeconomico, di calibrare il capitale potenziale a un’intensità d’uso sostenibile e di lunga durata, di accompagnare a livello interistituzionale le politiche di infrastrutturazione nei vari cicli di programmazione e di costruire performance di sviluppo con un dinamico partenariato pubblico-privato, con nuovi strumenti e nuovi attori, con il sostegno a comuni di varia dimensione attraverso soluzioni realizzabili.
In conclusione, l’integrazione tra settori è l’occasione che genera effetti positivi per la crescita dell’economia proprio attraverso programmi diversificati e calibrati rispetto alla sostenibilità economico-finanziaria delle realizzazioni.

Strategie urbane per la rigenerazione della marina del Comune di San Felice Circeo
Al fine di portare alla luce le questioni connesse al litorale sud e alla Provincia di Latina, è previsto per il mese di aprile 2025 il seminario dal titolo “Strategie urbane per la rigenerazione della marina del Comune di San Felice Circeo”. L’evento è coordinato da Gianfranco Buttarelli e Antonio Petti (Inu Lazio).
San Felice Circeo è un comune dell’agro pontino di circa 10.000 abitanti posto sulle pendici dell’omonimo promontorio. Il territorio si sviluppa su due distinti ambiti, il promontorio e la pianura sottostante con la marina. L’amministrazione ha affidato l’incarico per la redazione di un programma di rigenerazione urbana (Legge regionale n. 7/2017) nella piena consapevolezza delle potenzialità di tale strumento per affrontare le criticità che hanno frenato lo sviluppo della marina.
Nel mutato contesto, il futuro si proietta verso una diversa forma di piano, non più basata sui diritti edificatori. Assume rilevanza l’applicazione della Legge regionale sulla rigenerazione, che offre l’opportunità di approvare programmi specifici con il coinvolgimento di operatori privati. L’amministrazione ha prefigurato una strategia di intervento redigendo uno schema ideogrammatico di assetto dell’intero organismo urbano.
Questa iniziativa, centrata in particolare sullo sviluppo della marina e dell’asse commerciale, è al contempo incoraggiante e impegnativa. È incoraggiante perché inverte il tradizionale rapporto piano/progetti, dando priorità al progetto urbano; è impegnativa perché attraversa una fase di transizione complessa.
Obiettivo del seminario è valutare i molteplici aspetti dell’iniziativa per ridurne la complessità. Il seminario dovrebbe contribuire a condividere la rilevanza e la complessità delle finalità con tutti i soggetti coinvolti (comunità, amministrazioni pubbliche, professioni, imprenditoria). In questo modo, si conseguirebbero due obiettivi principali:
Assicurare le condizioni per garantire ai programmi integrati di intervento la sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) e la fattibilità (tecnica, economica, giuridica ed operativa).
Rendere realizzabili i risultati attesi in tempi compatibili con le esigenze dei soggetti coinvolti.
Note conclusive
Gli esiti del percorso relativo ai seminari laziali, che includono un evento in corso di definizione nella Provincia di Frosinone (coordinato da Simone Ombuen), saranno presentati in una mostra e in una giornata seminariale.
Tali eventi si terranno il 22 maggio 2025 presso l’Acquario romano, in occasione della Rur. Lo scopo non è solo concludere il percorso di condivisione delle riflessioni degli stakeholders, ma anche rafforzare le sinergie sul territorio.
L’obiettivo è aprire un dialogo strutturato sui temi delle sperimentazioni in corso e dell’aggiornamento professionale, a supporto del rilancio del piano urbanistico e della diffusione di una nuova strumentazione per la valorizzazione del territorio e del paesaggio.
Riferimenti
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